PRISMA: una lunga tradizione sportiva

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Rita Lambertini è un'educatrice del DSM-DP dell’AUSL di Bologna e per il progetto PRISMA si occupa di sport. Con lei ripercorriamo un po’ di storia delle attività sportive delle associazioni della Salute Mentale di Bologna e Provincia. «Bisogna precisare che ci occupiamo di attività sportive da 20 anni, molto prima quindi del PRISMA che esiste da 6 anni.»

Con PRISMA cambia totalmente l’approccio allo sport, rientrando ora in un’ottica di coprogettazione fra associazioni istituzioni e territorio. Ma continuiamo con la “memoria storica” di Rita Lambertini che ci racconto come nell’anno 2000 ha preso vita la rete regionale e nazionale delle polisportive nella Salute Mentale. «L’impulso è stato soprattutto di tipo ludico e ricreativo, nel senso che si basava sul piacere di fare sport insieme con l’obiettivo di avere una salute migliore e una migliore relazione con gli altri. Un’apertura verso il mondo.» Questi i presupposti, basati, come spesso accade nel mondo della Salute Mentale, su principi di buon senso e osservazioni empiriche sugli effetti di un buono stile di vita.

«Sul fatto che mancasse uno studio scientifico sull’innegabile giovamento riscontrato è sempre stato il nostro cruccio. Ma la disciplina delle neuroscienze nel frattempo ha portato qualche riscontro che conferma quella che all’inizio era una intuizione.» Il punto di riferimento di questo coordinamento sportivo per la Salute Mentale era la rete ANPIS (Associazione Nazionale Polisportive Integrazione Sociale) dentro la quale fu costituito il coordinamento regionale dell’Emilia-Romagna nel 2001. Un’esperienza durata fino al 2012. «La rete nazionale si concretizzava con eventi come Sottosopra, iniziative legate allo sport e al territorio che, trasferitesi all’interno di strutture chiuse alla partecipazione dei soli utenti, abbiamo trovato fossero ghettizzanti e ci siamo allontanati. Da quel momento abbiamo deciso di non fare più un’associazione di secondo livello ma di lavorare autonomamente con la rete regionale.»

In quel periodo nascono eventi ancora attivi come Esportiamoci e Super Magic Crazy Sport. Si moltiplicano i tornei, come quelli di Modena e Budrio, alcuni ancora attivi, altri terminati. «Esportiamoci e Super Magic Crazy Sport sono due esempi di progetti sportivi PRISMA. Sono le due realtà consolidate, i pilastri che coinvolgono tutta la regione. Di Super Magic Crazy Sport, che è la nostra progettazione locale, l’elemento più di valore è secondo me la connessione con gli studenti degli scuole superiori, che ha inizio con i percorsi di incontro con le scuole per fare conoscere il mondo della Salute Mentale. La giornata finale dentro al circolo del tennis di Casalecchio di Reno è un momento ricco di possibilità di conoscersi, fare nuove esperienze sportive. Si tratta di due mondi che si incontrano dopo una fase di conoscenza fra i banchi di scuola con qualche rappresentante delle associazioni e degli utenti.» La ricchezza relazione è anche a livelli politici e ambientalisti, con le rappresentanze sempre presenti dell’attivismo e dell’amministrazione pubblica.

Esportiamoci ha la caratteristica di una cornice vacanziera sulle spiagge romagnole di Viserba. Ma all’interno di queste giornate si assiste a una fase convegnistica per fare il punto sul tema dello sport e delle Salute Mentale con una vasta rappresentanza di associazioni, operatori, utenti, familiari. «Le attività sportive non si tengono solo sulla spiaggia. Con le biciclettate creiamo serpentoni che percorrono il territorio, e le iniziative sono spesso condivise con le persone che sono in vacanza, che vengono coinvolte in una partita a racchettoni o a calcio.» L’anno scorso una situazione di difficoltà di reperimento dei fondi ha trovato nella UISP un generoso capofila, regista e coordinatore della rete. «Continueremo su questa strada per migliorare il rapporto organizzativo. Da segnalare rispetto al format degli anni scorsi che nel 2019 c’è stato con il coinvolgimento della UISP un incremento delle possibilità sportive, con una prova di utilizzo delle attrezzature subacquee

Il progetto per il 2020 è stato presentato per l’approvazione in novembre e a breve dovrebbe uscire la conferma delle attività proposte. «La sensibilità ambientale è un tema in continuità rispetto agli anni scorsi, anche se ci concentreremo sul tema della riduzione dell’utilizzo della plastica, con eventi che abbiano al centro la promozione di azioni nella vita quotidiana.» L’evento informativo tenutosi l’estate scorsa al Provvidone di Castelmaggiore ha visto coinvolti ARPAE, Fondazione Innovazione Urbana, l’attività commerciale zero waste La Bottega di Silvia e l’Associazione Resiliearth. «La co-scienza ambientalista deve entrare anche nel mondo della Salute Mentale, che accoglie e promuove perché fa parte dell’educazione sociale, perché agisce nel territorio. Se il progetto 2020 verrà realizzato con tutte le risorse possibili economiche e umane sarebbe interessante andare a pulire l’ambiente verde cittadino

Altra iniziativa testata l’anno scorso e che dovrebbe trovare conferma è il soggiorno in autonomia, senza familiari né operatori. «Per quanto riguarda le vacanze in autonomia il gruppo sportivo Special Boys già le faceva e addirittura qualche utente le aveva già fatte di propria iniziativa. La novità è quella di stimolare gli utenti verso questa esperienza con un sostegno economico e un’organizzazione di base. Sono le caratteristiche che pongono le basi per una cultura che cresce e che non si fondi esclusivamente su episodi nati da qualcuno più intraprendente. È la collaborazione fra istituzioni e associazionismo che cambia la prospettiva. Dove l’educatore dovrebbe giocare un ruolo importante nella prospettiva di rendere autonomi gli utenti.»



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