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L’avvio della cartella unica regionale socio sanitaria informatizzata CURE

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a cura di Franca Bianconcini Area DATeR integrazione e continuità assistenziale Processo Assistenziale nella Salute Mentale,  Gianfranco Preiti e Eugenio Rossi 

Nel 2016 la Regione Emilia-Romagna ha lanciato un progetto per la costruzione di una Cartella socio-sanitaria informatizzata unica regionale dei servizi del DSM-DP, che include le attività di salute mentale adulti, dipendenze patologiche, neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, psicologia clinica e servizi tutela minori delle AUSL.

BianconciniGrande

Il progetto è orientato a supportare la gestione della documentazione socio-sanitaria degli assistiti, facilitare l'integrazione tra i professionisti, aumentare l’appropriatezza nella progettazione dei percorsi di cura individualizzati.
Questi strumenti informatizzati pongono il cittadino al centro del processo di cura, facilitano la comunicazione all'interno della rete di cura e tra professionisti attraverso la cooperazione dei diversi servizi, pubblici o privati, l’accesso a informazioni strutturate e in tempi rapidi, rafforzano la continuità delle cure e garantiscono l’accesso ad un’assistenza sanitaria sicura e di elevate qualità attraverso la definizione e condivisione di obiettivi, strumenti, trattamenti e valutazione dei risultati.

Il 4 maggio 2021 nei servizi salute mentale del DSM-DP di Bologna è stato avviato il nuovo sistema CURE successivamente la cartella sarà progressivamente estesa ai Servizi di NPIA e ai SerDP.
Tutte le Aziende Sanitarie della regione hanno già realizzato un percorso formativo, che ha coinvolto progressivamente oltre 4.000 professionisti del settore pubblico, cui si aggiungeranno quelli del settore privato, nella nostra azienda sono stati formati a cascata tutti i professionisti che utilizzeranno la cartella.
I servizi riusciranno a scrivere e tracciare tutte le progettazioni e le attività messe in campo per realizzare programmi di cura efficaci, con esiti di salute misurabili, compatibili con le risorse economiche disponibili. La sfida è di garantire risposte nel campo della cura, dell’assistenza, della riabilitazione e dello sviluppo e mantenimento delle capacità sociali degli individui. Si sviluppano programmi di trattamento integrato, interdisciplinare e multidimensionale, che valutano le diverse dimensioni della patologia psichica (biologica, psicologica, sociale), intervengono sulle diverse aree di vita (lavoro, scuola, famiglia, abitazione, spazio sociale e ricreativo) non trascurando le comorbidità fisiche.
Questi programmi richiedono di lavorare in team operativi, dove è centrale la condivisione delle informazioni su valutazione, obiettivi, metodi, evoluzione del trattamento e alle responsabilità dei singoli professionisti.

È stata necessaria una transizione verso un modello che valorizzi tutte le professioni sanitarie, il lavoro di squadra e la buona comunicazione che garantiscono un’assistenza sanitaria di alta qualità con certificazione documentale dell’intero processo clinico-assistenziale, strumento di lavoro per la tutela del paziente e dei professionisti.
Il corretto utilizzo della documentazione sanitaria è uno degli obiettivi fondamentali del progetto, per favorire l’integrazione tra le professionalità del DSM-DP, del privato sociale, del privato profit e dei Servizi Sociali degli Enti Locali.
Una buona qualità dell’intervento avviene anche attraverso una documentazione completa, che integri le diverse professionalità, fornisca sicurezza nelle cure e riduzione di rischio di errore.
La sfida nella realizzazione del progetto sarà soprattutto in ambito culturale-organizzativo con il passaggio ad una modalità esclusivamente informatica, con il cambiamento nella cultura professionale degli operatori, per le modalità non solo descrittive, ma anche valutative (obiettivi, modalità, tempi, valutazione);
CURE permette una maggiore integrazione organizzativa tra i Servizi del DSM-DP, ad esempio nei casi di presa in cura condivisa e con i servizi sociali per la progettazione individualizzata e condivisa con utenti e famigliari.
Per valutare l’impatto organizzativo, informatico, informativo ed economico del progetto è stato realizzato e approvato uno studio di fattibilità e sono stati necessari 3 anni di progettazione in vari step di sviluppo, che ha coinvolto centinaia di professionisti delle Aziende USL e della Regione, affiancati da esperti su Aspetti medico legali, Privacy, Informatica/ICT, Organizzazione, Testistica, Clinica, Organizzazione, Sistema informativo e che hanno lavorato per definire tutti i contenuti specifici.

Specifici gruppi di lavoro si sono adoperati per individuare un linguaggio comune che saràutilizzato in un dossier unico dell’assistito. I vantaggi che comporterà l’adozione di un sistema unico porteranno a rivedere da parte dei Servizi e dei professionisti i processi, le procedure operative, la terminologia, le modalità condivise del lavoro, avrà quindi ricadute clinico assistenziali in quanto l’assistito avrà un unico progetto condiviso ed individualizzato. CURE si interfaccia con alcuni applicativi regionali o delle Aziende USL per scambiare e gestire informazioni socio-sanitarie e costruire percorsi terapeutici: Anagrafica unica degli assistiti (da Anagrafe regionale assistiti), Fascicolo Sanitario Elettronico (con gestione consensi), SOLE (referti laboratorio, specialistica e strumentali, notifiche ricoveri, lettere di dimissione, accessi ambulatoriali/territoriali). Sarà possibile effettuare richieste formulate dal DSM-DP verso altri servizi erogatori di prestazioni e consulenze (prescrizione esami/visite), ricevere richieste formulate da altri servizi aziendali al DSM-DP (consulenze), si avrà ritorno dei referti nella cartella e l’invio referti al MMG/PLS tramite la rete SOLE.

CURE consente inoltre di gestire in maniera facilitata i consensi, tutte le figure professionali del DSM-DP possono registrare le informazioni nel dossier e l’accesso avverrà per profilo professionale e struttura di appartenenza, équipe di cura, eventuale équipe funzionale.
Potranno accedere professionisti dei servizi pubblici e privati che collaborano nel percorso di cura o riabilitativo, infatti la cartella sarà disponibile anche alle strutture accreditate private profit e no profit, Associazioni, Cooperative e servizi Sociali dei Comuni che collaborano al processo clinico terapeutico riabilitativo degli assistiti del DSM-DP, con una visualizzazione delle informazioni sociosanitarie strettamente necessaria alla gestione della propria attività con limitazioni di visibilità.
CURE è una unica documentazione sociosanitaria dell’assistito e la responsabilità del trattamento rimane al servizio sanitario che lo ha in carico, ha pieno valore giuridico e sostituisce il documento cartaceo.
La documentazione sanitaria è uno strumento di lavoro ed è, al pari, uno strumento di tutela della persona assistita e del professionista.
Ogni assistito ha una sola cartella, cioè una raccolta della documentazione socio sanitaria e amministrativa, che contiene tutti i percorsi di cura dell’assistito, i suoi programmi, le sue prestazioni, le sue valutazioni e sarà visibile alle sole équipe di riferimento per la cura.

Per ottenere la corrispondenza tra processi reali e processi informativi, la cartella è stata strutturata in processi che corrispondono alle principali fasi del processo di cura dalla prenotazione che è la richiesta di accesso ai Servizi del DSM-DP da parte del cittadino o professionisti/servizi sanitari/familiari o conoscenti e la successiva prenotazione di un appuntamento alla conclusione del percorso. In CURE vengono rilevate le informazioni socio-anagrafiche e giuridiche (Stato civile, Titolo di studio, Composizione famiglia, Situazione lavorativa, Situazione abitativa) e le attività volte a definire i bisogni dell’assistito, l’anamnesi, l’esame obiettivo, i test e gli esami strumentali, un inquadramento diagnostico e funzionale. In base agli elementi emersi nella fase di Valutazione e diagnosi si pianifica l’intervento con la persona assistita, definendo obiettivi, trattamenti, risorse, professionisti coinvolti, familiari e eventuali altri soggetti coinvolti, tempi e valutazioni, può essere formulato da una o più figure professionali del DSM-DP o insieme a altri Servizi esterni, pubblici o privati, a seconda della complessità e delle necessità assistenziali dell’utente. Il progetto definisce in modo personalizzato la logica e il contenuto dell’intervento di cura, ogni assistito avrà un proprio progetto, basato sulle condizioni cliniche e sulla sua necessità di cura. Prevede la firma dei professionisti di riferimento, dell’assistito, dei familiari e di chi ha partecipato alla formulazione per evidenziare la condivisione di obiettivi e trattamenti tra i soggetti coinvolti.

Al centro del processo terapeutico riabilitativo vi è la persona, i Servizi e i professionisti collaborano tra loro in rete, erogando prestazioni nell’ambito delle proprie competenze, operano su un unico dossier, con un unico progetto condiviso in un sistema unico e integrato. Il progetto deve essere verificato e valutato possibilmente al massimo ogni sei mesi, secondo le necessità che i professionisti /l’équipe hanno individuato. Viene definito un tempo per la valutazione dell’andamento complessivo del progetto, anche per progetti a lungo termine e anche per le situazioni croniche. Figura chiave del percorso di cura, è un professionista del DSM-DP con compiti di garanzia, monitoraggio e verifica dell’andamento del progetto, non sostituisce i professionisti che erogano i trattamenti sul paziente, ma facilita e stimola il percorso progettuale e le attività di verifica e valutazione: rileva le non conformità rispetto a quanto definito nel progetto, monitora l’andamento del progetto, attiva i professionisti coinvolti, convoca l’équipe quando è necessario modificare sostanzialmente il progetto.

Siamo solo all’inizio di questa nuova avventura ma come sempre entusiasti e pronti a cogliere tutte le opportunità che possono migliorare il nostro lavoro ma soprattutto la qualità dell’assistenza ai cittadini che si rivolgono ai nostri servizi.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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