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Disabilità mentale e scuole del primo ciclo

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Alessandra Battisti, Sara Corradini, Claudia Di Priamo, Lucia Martinez, ricercatori ISTAT

La salute mentale di ciascun individuo è alla base del più generale concetto di salute ed è fondamentale ai fini di una partecipazione attiva nella società. A tal proposito il Piano d’azione per la salute mentale 2013-2020 dell’OMS, fondandosi su un approccio globale e multisettoriale che sottolinea aspetti come prevenzione, trattamento e riabilitazione, ha definito linee guida e indicatori chiari indirizzati agli Stati membri, basandosi sul principio universalmente riconosciuto secondo cui “non c’è salute senza salute mentale” (1).

Negli ultimi anni l’interesse per questo tema è aumentato sensibilmente, soprattutto in relazione ai bambini e agli adolescenti, anche a seguito dell’incremento di giovani con problemi di salute mentale registrato in molti paesi del mondo. Il graduale superamento degli stigmi sul tema sta infatti favorendo una lenta emersione di un problema non di certo nuovo. I disturbi di salute mentale tra bambini e adolescenti sono di ampia portata: risultano legati per lo più alla presenza di patologie attinenti l’area della neuropsichiatria infantile, un’area questa che comprende patologie diverse sia in termini di sintomatologia che di gravità (2). In molti casi si è in presenza di disturbi complessi e limitazioni significative delle autonomie, spesso associati con altre disabilità o con vulnerabilità economiche e sociali, in un intreccio molto complesso.

La pandemia da COVID-19 ha ulteriormente accresciuto l’attenzione sull’argomento: tra i giovani con disabilità, la riduzione di supporti e servizi esterni, la mancanza di socializzazione e soprattutto la perdita delle routine scolastiche hanno determinato un forte isolamento generando grande disagio. La scuola rappresenta infatti, per questi giovani, ancor più che per gli altri, un luogo di crescita emotiva, sociale e non solo culturale. Il costante aumento degli alunni con questa tipologia di disabilità all’interno della scuola negli ultimi anni, è una chiara conseguenza di tale consapevolezza.

L’indagine annuale dell’Istat, finalizzata a valutare il livello d’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, consente di osservare le variazioni temporali della presenza delle diverse tipologie di disabilità nelle scuole, fornendo anche una dimensione dei bisogni a cui la scuola è chiamata a rispondere. Nell’anno scolastico 2018-2019 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole del primo ciclo sono più di 175 mila (3), quasi il 4% di tutti gli alunni iscritti. Tra questi gli studenti con un problema di salute mentale (4) rappresentano la quota prevalente, con percentuali superiori al 70%; nella maggior parte dei casi si tratta di ragazzi con quadri epidemiologici molto complessi, oltre il 45% infatti presenta una condizione di pluridisabilità, quota che scende al 22% tra i ragazzi con disabilità non afferenti alla sfera intellettiva. Il rapporto tra maschi e femmine rimane abbastanza costante negli anni: i maschi rappresentano sempre i due terzi del totale, a conferma di quanto emerso da molti studi epidemiologici che da tempo evidenziano una differenza di genere in varie patologie legate allo sviluppo neurologico, tra cui i disturbi dello spettro autistico, la disabilità intellettiva e i disturbi del comportamento e dell’attenzione.

Negli ultimi anni la scuola si è trovata ad affrontare una domanda crescente di bisogni: in soli 5 anni i giovani con problemi di salute mentale sono fortemente aumentati in entrambi gli ordini scolastici, facendo registrare un incremento del 10%, la crescita più cospicua si osserva negli ultimi tre anni con un aumento del 9% rispetto all’1% del triennio precedente.

Grafico 1. Alunni con un problema di salute mentale nelle scuole del primo ciclo – Valori per 100 alunni con disabilità

grafico articolo di priamo

 

Tale incremento, spesso al centro del dibattito scientifico, non può essere letto come mero aumento della prevalenza, ma è senza dubbio il risultato di diversi fattori: il miglioramento dei criteri diagnostici; la riduzione degli stigmi che ha determinato un più frequente ricorso alle certificazioni; l’attenzione crescente di famiglie e docenti; l’aumento del livello di health literacy della popolazione. Per poter fornire supporto appropriato a tutti gli studenti è importante conoscere le loro caratteristiche e le difficoltà che incontrano nelle azioni quotidiane.

All’interno dell’ampio panorama di problemi che ricadono sotto la più generale etichetta di “salute mentale” si collocano diverse patologie che danno luogo a bisogni completamente differenti. Il problema più frequente è la disabilità intellettiva che riguarda il 42% degli studenti con disabilità, seguono i problemi attinenti la sfera del disturbo evolutivo globale dello sviluppo psicologico (26% degli alunni) che risultano aver subito l’incremento maggiore (di oltre il 10%) nell’ultimo anno. I disturbi del comportamento e dell’attenzione si riscontrano nel 19,5% dei ragazzi mentre sono meno frequenti, ma non per questo meno importanti, i disturbi affettivi relazionali presenti nel 14% degli studenti con disabilità. In alcuni casi gli alunni con problemi di salute mentale incontrano anche difficoltà nello svolgere le normali azioni quotidiane (19%) per questo necessitano di un supporto adeguato non solo sul piano didattico, ma anche sul piano dell’autonomia e su quello relazionale.

Per rispondere a questa complessità di bisogni risulta di prioritaria importanza l’attuazione di programmi integrati tra sistema scolastico e servizi territoriali che mettano le scuole in condizione di fornire adeguate risposte alle crescenti esigenze di tutti gli studenti: l’affiancamento di figure opportunamente formate, l’utilizzo di tecnologie didattiche sempre nuove, l’erogazione di servizi a sostegno sono elementi che possono contribuire ad un buon esito del percorso scolastico, tuttavia per determinare un vero cambiamento è necessario abbattere lo stigma e diffondere una vera cultura dell’inclusione che permetta di raggiungere una “buona scuola per tutti”.

1Nel piano l’espressione “disturbi mentali” designa un insieme di disturbi mentali e del comportamento compresi nella Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati (ICD-10).
2 L’area della neuropsichiatria infantile comprende malattie neurologie e psichiatriche di diversa natura (dalle sindromi epilettiche dell’età evolutiva, alle paralisi cerebrali infantili, ritardo mentale, encefalopatie genetiche, autismo infantile, disturbi della comunicazione, sindrome di Rett, disturbi dell’umore, schizofrenia, anoressia nervosa e altri disturbi della condotta alimentare, disturbi del comportamento e della condotta, disturbi affettivi, disturbi di ordine psicotico e molte altre).
Dato MIUR
Per definire l’alunno con un problema di salute mentale è stato considerato l’alunno che avesse almeno una tra le seguenti disabilità: Disturbo evolutivo globale dello sviluppo psicologico; Disabilità intellettiva; Disturbi del comportamento e disturbi dell’attenzione (ADHD); Disturbi affettivi relazionali.




 

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