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I benefici fiscali della legge sul "Dopo di Noi"

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Prof. Avv. Thomas Tassani – Ordinario di Diritto Tributario nell’Università di Bologna

Il prossimo giugno compirà cinque anni di “vita” la legge c.d. sul Dopo di Noi (legge n. 112/2016 - Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare).

Articolo Tassani
L’idea che, nel 2016, ha condotto alla stesura della legge è stata quasi rivoluzionaria, avendo il legislatore italiano scelto di coniugare misure tipiche di diritto pubblico, di stampo assistenziale, con innovativi strumenti privatistici. In una classica prospettiva pubblicistica, la legge ha disposto una uniforme definizione delle prestazioni da garantire nel territorio nazionale e l’istituzione di un “Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, ripartito tra le Regioni.

Al tempo stesso, però, in una diversa logica, la legge ha riconosciuto che la finalità di protezione dei soggetti deboli possa essere realizzata anche attraverso contratti e negozi giuridici di destinazione patrimoniale. Si intravede, in tale scelta, il senso di quel progressivo passaggio da una dimensione di Welfare State ad una di Welfare Society, che caratterizza da tempo il nostro ordinamento e che è alla base anche della riforma del Terzo Settore (legge n. 117/2017).

Nella legge sul Dopo di Noi, l’applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale (ex art. 118, u.c., Cost.) è ancora più accentuata, se si considera che i benefici fiscali sono concessi direttamente ai soggetti privati che regolano i loro rapporti familiari e personali utilizzando specifici strumenti negoziali.

Peraltro, i diversi ambiti di intervento della legge (quello assistenziale e quello privatistico) possono avere significativi elementi di contatto, visto che taluni progetti di assistenza, realizzati per il tramite di trust o altri negozi di destinazione, risultano in grado di determinare l’accesso alle risorse del Fondo ex art. 3, oltre che, eventualmente, di godere delle agevolazioni di cui all’art. 6.
Gli incentivi maggiormente significativi contenuti nella legge sul Dopo di Noi sono quelli riservati alla “istituzione di trust, vincoli di destinazione e fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione” (art. 6).

E’ necessario che questi strumenti negoziali abbiano come finalità esclusiva l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità grave e che tale finalità sia espressamente indicata. La ratio che è alla base della disciplina è quella di promuovere gli strumenti di autonomia privata in grado di realizzare un vincolo di destinazione sui beni, costituendo così un patrimonio separato in grado di determinare effetti di “protezione patrimoniale”. Attraverso la separazione/segregazione patrimoniale, il fondo non si confonde con il patrimonio del soggetto gestore e neppure è assoggettato alle azioni esecutive dei creditori del disponente/affidante.

In questo senso, il vincolo di destinazione assume una portata che giuridicamente è definita di carattere reale (e non meramente obbligatoria), in grado quindi di incidere sullo stesso regime giuridico dei beni, per far sì che il patrimonio sia durevolmente ed esclusivamente destinato alla assistenza del soggetto disabile, per tutto il tempo della sua vita.

Ricorrendo le specifiche condizioni, la legge dispone:
- l’esenzione da imposta sulle successioni e donazioni all’atto della separazione patrimoniale;
- l’applicazione delle imposte ipo-catastali e di registro in misura fissa all’atto della separazione patrimoniale;
- l’esenzione da imposta di bollo per gli atti relativi alla gestione dei patrimoni separati;
- la detraibilità delle erogazioni liberali effettuate da privati;
- possibili agevolazioni IMU.

In questi anni sono state segnalate alcune criticità della previsione legislativa, prima fra tutti quella della limitazione alle sole condizioni di disabilità grave, mentre la categoria dei “soggetti deboli”, potenzialmente beneficiari degli interventi, è assai più estesa.
Occorre però riconoscere che, attraverso l’incentivo tributario e con la sicurezza giuridica data dalla previsione legislativa, la legge ha aperto un nuovo importante settore, quello della separazione patrimoniale funzionale alla assistenza di soggetti disabili, fino a quel momento quasi completamente inesplorato.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

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...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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