Bologna Oltre le Barriere

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a cura di Marco Lombardo – Assessore all'accessibilità del Comune di Bologna

La candidatura di Bologna al Premio europeo Città Accessibile è stata una delle principali sfide di questo mandato amministrativo.

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La conformazione urbanistica della città, con un centro storico tra i più grandi d'Europa, l'alto tasso di longevità della sua popolazione, la presenza di oltre 21.000 persone con disabilità, sono alcuni degli elementi che fotografano quanto fosse urgente e prioritario inserire la sfida dell'accessibilità nell'agenda urbana.

Il nostro percorso, prima ancora che essere amministrativo, è stato un percorso culturale e valoriale che parte dal riconoscere le persone con disabilità non come soggetti passivi destinatari di cure, ma come soggetti attivi che devono essere messi nelle condizioni di realizzare il loro progetto di vita indipendente. La battaglia per l'accessibilità non può essere delegata alle persone disabili o ai loro familiari come rivendicazione di diritti individuali dei singoli; deve diventare una battaglia collettiva di diritti civili in grado di coinvolgere i singoli, le famiglie, le associazioni, le imprese, i sindacati, le istituzioni.

Il primo atto formale di questo cammino è stato la nomina del Disability Manager. Poi una battaglia altamente simbolica portata avanti da tutto il Consiglio comunale, in maniera unitaria e trasversale a tutte le forze politiche: gli scivoli sul Crescentone in Piazza Maggiore, cuore pulsante della città. Quella conquista non doveva rimanere solo un simbolo, ma doveva costituire un precedente. Questo ci ha portato all'adozione in Giunta del Piano di inclusione universale (PIUBO). È così che il 15 dicembre 2019 al Teatro Arena del Sole ci siamo presi l'impegno di compiere il passo successivo: lanciare la sfida di una candidatura collettiva al Premio europeo delle Città Accessibili. Non la candidatura di un Comune, ma la candidatura di un'intera Città, con un percorso partecipato, coordinato dalla Fondazione per l'Innovazione Urbana, con un approccio olistico, integrato e trasversale a tutti i settori della politica urbana, per rimuovere le barriere fisiche della città e superare le barriere interiore dei nostri pregiudizi. Un percorso di crescita che ha coinvolto tutti, disabili e non, e che non si è fermato nemmeno durante la pandemia, ma ci ha costretti a rimodulare la partecipazione, attraverso i laboratori digitali, e cambiare le priorità di intervento, adeguando le azioni ai bisogni essenziali delle persone anziane e delle persone con disabilità durante il lockdown. Un'appassionante avventura politica ed amministrativa, che ha toccato i capitoli del lavoro e dell'imprenditorialità, dell'ambiente costruito e degli spazi pubblici, dei servizi, della mobilità e delle infrastrutture.

Molte sono state le cose fatte nell'ultimo anno in tema di accessibilità che sono state raccontate attraverso "Bologna oltre le barriere". Il Nuovo Protocollo Appalti, firmato nel novembre 2019, che per la prima volta ha introdotto il principio della progettazione universale come criterio cogente nell'assegnazione dei lavori pubblici. Il nuovo piano urbanistico generale (PUG) che prevede un intero capitolo dedicato all'accessibilità e che porterà a Marzo all'adozione del nuovo regolamento edilizio ed all'adozione delle linee guide per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Il piano di lavori che ha destinato 4 milioni di euro ad interventi di abbattimento delle barriere, adozione di dispositivi acustici e pavimentazione tattile. Il Protocollo di Accessibilità adottato da Acer nel Piano 1000 Case per Bologna. Il progetto di co-housing per persone con disabilità "Una casa in San Donato". La realizzazione dell'App BoforAll per l'accessibilità del patrimonio artistico e culturale dell'area universitaria dentro il progetto europeo di Rock. Solo per citare alcuni esempi concreti.

Molto rimane ancora da fare. Attraverso il progetto sono state raccolte 35 progettualità presentate da cittadini, associazioni e imprese private. Tra questi, un servizio di mobilità casa-lavoro interamente dedicato alle persone con disabilità (Ucarer, evoluzione del progetto di "Insieme per la spesa" che ha consentito la consegna della spesa a casa durante la pandemia a persone disabili, anziani over75 e immunodepressi), la clausola sociale di premialità all'interno del Protocollo Appalti, il progetto rampe per rendere accessibili gli esercizi commerciali a partire dalla zona T, il Piano di azione per l'accessibilità di tutti i parchi urbani, il progetto musei accessibili, il nuovo tram, la piena accessibilità al nuovo stadio Dall'Ara, il progetto di re-styling di autostazione, il 100% di nuovi autobus accessibili, il nuovo sistema di parcheggi per disabili nel centro storico, il Protocollo di accessibilità per la costruzione degli ascensori nel Piano "Mille Case" di Acer, un'esperienza di cohousing per progetti di vita indipendenti per persone con disabilità in ognuno dei quartieri della città.

In conclusione, Bologna oltre le barriere è stato un percorso culturale e valoriale per comprendere che la forza di una catena si misura nel grado di resistenza dei suoi anelli più fragili.
La candidatura al Premio Europeo delle Città Accessibili diviene così l'occasione per delineare un metodo di lavoro dell'Amministrazione che dovrà essere perseguito anche nei prossimi anni.
Un cammino fatto tutti insieme per ricordarci che il nostro compito non è far sì che le persone disabili diventino "normali". Il nostro compito è liberare il loro potenziale umano e sostenerle per essere se stesse.

Per maggiori informazioni su Bologna oltre le barriere vai al sito http://www.fondazioneinnovazioneurbana.it/images/2020_Bologna_oltre_le_barriere/ReportfinaleBolognaOltrele_barriere.pdf




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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