La Collina, una alternativa al carcere dove si coltiva il futuro

A cura di Enza Pallara di Psicoradio

Don Ettore Cannavera è un prete di confine, che il presidente Mattarella ha nominato “Commendatore al Merito della Repubblica Italiana “Per il suo prezioso lavoro di sostegno ai giovani e per  l’importante opera di reinserimento sociale che la comunità La Collina svolge da venti anni”.

Don Ettore vive in Sardegna, terra bellissima ma per molti aspetti difficile. Per anni è stato cappellano nel carcere minorile di Quartuccio; poi si è dimesso, in aperta polemica con le Istituzioni, e ha denunciato l'inadeguatezza del sistema penitenziario minorile italiano, impostato solo sulla custodia dei ragazzi e non su una visione davvero rieducativa.

Per Don Ettore il carcere dovrebbe essere un luogo dove, il reo, oltre a scontare la pena, dovrebbe essere recuperato ai valori e alla vita sociale, specialmente se si tratta di un minore. La realtà però è molto diversa: oggi anche il carcere minorile è sempre più simile a quello degli adulti. Durante tutto il giorno non c’è nulla da fare; il tempo è scandito dalla colazione, dal pranzo, dalla cena. Si vive un ozio distruttivo, che inevitabilmente aggrava situazioni già compromesse.

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Chi non ha non è

a cura di Morena Menzani di Psicoradio
 
"Conosco un proverbio calabrese che dice chi non ha non è, e questa contraddizione che esprime nella sua totalità le contraddizioni di questa società, si manifesta nella maniera più chiara nei nostri ospedali psichiatrici. Effettivamente chi non ha no è, perché quando una persona disturba, malato o meno che sia va a finire in manicomio o in carcere" 
Franco Basaglia
 
Trentanove anni fa, esattamente il 13 maggio 1978, in Italia un'utopia diventa realtà. E lo diventa grazie a un movimento rivoluzionario guidato da Franco Basaglia, psichiatra e promotore di una legge unica al mondo: la legge 180 con cui si aboliscono i manicomi, riconoscendo ai pazienti psichiatrici i diritti di cui l'istituzione manicomiale li aveva spogliati, rendendoli così cittadini a tutti gli effetti.
In manicomio ci finiva chi era considerato pericoloso, o scandaloso secondo i criteri dell'epoca storica in cui viveva. Ma anche essere bambini orfani, senza nessuno che si prendesse cura di voi, ti apriva le porte del manicomio. Tanti furono i bambini orfani entrati, cresciuti e impazziti in manicomio.

Basaglia si è fermato ad Eboli?

Grandi disparità di qualità della curatra le Regioni italiane

di Cristina Lasagni e Morena Menzani (Psicoradio)

 

SI è svolta da poco a Bologna la 14° riunione scientifica della SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica), e le relazioni che ha presentato sono state di grande interesse. Ma prima di addentrarci nei numeri, cosa significa esattamente “epidemiologia”, una parola che evoca fantasmi terrorizzanti come le epidemie?

Dal punto di vista etimologico, epidemiologia è una parola composita (epi-demio-logia) di origine greca, che letteralmente significa «discorso riguardo alla popolazione».


Epidemiologia veterinaria: definizione (1)


L’ epidemiologia dunque si occupa di un fenomeno – in questo caso la psichiatria – osservandolo non tanto rispetto alle singole persone, ma nella sua dimensione di massa, quella dei “grandi numeri”.

Dal convegno SIEP infatti sono emersi molti numeri, che si sono spesso tradotti in denuncehttps://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gif. La Siep ha rielaborato i dati del Rapporto salute Mentale del Ministero, analizzando la situazione del personale dei Dipartimenti di salute mentale.

La fotografia che ne emerge è davvero allarmante perché evidenzia enormi differenzedi condizioni tra le Regioni, e descrive un Sud che sembra non raggiungere gli standard minimi di un servizio efficiente.

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