Editoriale: L’impegno di Sogni&Bisogni nel tempo del Coronavirus

di MF DELATOUR capo-fila del progetto Sogni&Bisogni

In questi giorni di pausa forzata in casa, tutti i mezzi di comunicazione si sono mobilitati per dare intrattenimento, per lottare contro la solitudine, per consentire una vita sociale “normale” nonostante l’isolamento forzato.

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Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Anche il nostro progetto Sogni&Bisogni, frutto della collaborazione tra Associazioni della Salute Mentale e Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Bologna, ha rafforzato il suo impegno e cerca di essere presente a tutti i livelli:

- con l’uscita più frequente delle nostre newsletter rivolte soprattutto all’area della Salute Mentale;

- mediante la collaborazione con l’AUSL per diffondere il nuovo progetto: Parla con noi garantendo il supporto di un gruppo di familiari per rispondere alle chiamate degli utenti della salute mentale, dei loro familiari e di tutti gli altri cittadini in difficoltà;

- ampliando notevolmente la propria presenza sui Social Network che si rivolgono a tutti i cittadini, portando la voce di chi, di paure e di angoscia purtroppo se ne intende.

In questa fase di psicosi collettiva e di paura strisciante, chi convive quotidianamente con la paura, l’angoscia, la paura del futuro ha bisogno di ricevere un maggior aiuto, ma può anche dare ad altri un contributo, perché no, di sollievo e di conforto a chi non si era ancora mai confrontato prima con questi sentimenti. Insomma, in questa fase siamo tutti sulla stessa barca, davvero.

In tempi di reclusione sociale, sappiamo che le persone fragili in cura soffrono più delle altre: sono costrette a consultare i propri terapeuti solo per telefono (quando la linea non è intasata), non possono più partecipare ai gruppi di auto mutuo aiuto e a tutte le altre iniziative di sostegno di gruppo, spesso hanno più di altri la fobia dell’uscire per fare la spesa o per andare in farmacia, il tempo nella solitudine diventa irrimediabilmente vuoto ed ansiogeno, tempo di attesa che qualcuno si accorga di loro.

Per questo motivo, come già detto, tutte le associazioni della salute mentale di Bologna si sono già mobilitate sin dai primi giorni, inizialmente ciascuna per conto proprio, per attivare delle chat, dei gruppi di discussione e di amicizia in rete, per chiamare regolarmente al telefono le persone già conosciute più fragili che non dispongono di smartphone, per riconvertire le proprie attività associative di intrattenimento e di supporto utilizzando il web. Oggi, si può dire che grazie al lavoro capillare volontario nessun socio delle associazioni e nessun utente abituale delle attività di inserimento sociale sia rimasto a casa escluso dalle relazioni di amicizia.

Tuttavia, ci sono numerosi utenti della salute mentale, numerose famiglie e numerosi cittadini che non fanno parte del cerchio pure esteso delle attività di gruppo del DSM e delle Associazioni.

Per dare supporto anche alle altre persone in difficoltà, un gruppo di familiari di 10 associazioni del CUFO di Bologna hanno aderito al progetto dell’Ausl “Parla con Noi”, per dare risposte telefoniche alle persone per lo più sconosciute che chiedono aiuto tramite il numero telefonico dell’Ausl a ciò riservato. Ci alterniamo durante la settimana per garantire una permanenza mattino e pomeriggio durante tutta la settimana, a fianco degli psicologi del servizio; spesso alla prima chiamata ne seguiranno altre sino alla fine del confinamento; si spera anche che queste persone sinora fuori dalle attività di inserimento sociale, possano in futuro raggiungerci e siano a loro volta disponibili, perché no, a fare volontariato per gli altri.

Il fatto di presentarsi assieme all’esterno, Servizi pubblici dell’AUSL ed Associazioni del volontariato, rappresenta secondo noi un grande valore per tutte le persone in difficoltà.

Il “nemico invisibile” in poche settimane è riuscito a fare tanto. È riuscito a stravolgere le nostre abitudini, a farci stare in casa in cambio di sicurezza, a farci condividere paure e speranze in modo nuovo. La vita di tutti noi si è trasformata, forse per sempre, in una realtà sempre più solidale ma anche sempre più virtuale.

C’è chi è più adatto, già pronto a vivere quasi esclusivamente davanti allo schermo, c’è chi invece come me fa molta fatica, è alle prese quotidianamente con i collegamenti, con le reti, con le linee che cadono, gli audio che spariscono, i video che non funzionano. Quello che poco tempo fa era una patologia (il ritiro a casa davanti al computer) sta diventando una norma ed una nuova competenza molto ambita…

Intanto stiamo tutti imparando, per forza, anche se non siamo tutti giovanissimi.

Dobbiamo accelerare l’entrata in questo nuovo mondo, anche noi con disagi mentali, anche noi familiari, con tante difficoltà.

Spero che Sogni&Bisogni possa aiutarci a fare questo passaggio difficile e per molti di noi contronatura. Il rischio è quello di entrare in questo nuovo mondo a 2 velocità, con quelli sparati che vanno come un treno, e con gli altri che arrancano sempre di più, che restano sempre più in dietro, che si perdono per strada, o addirittura che non ci provano nemmeno.

Per chi vive un disagio mentale, il calore dei rapporti interpersonali è difficilmente sostituibile: non contano solo la voce e lo sguardo, appunto sul video, sono fondamentali anche il tocco, l’odore, il calore, l’empatia diretta che permette di entrare nell’aura dell’altro, che consente il mescolarsi delle energie interpersonali, che consente di percepire l’immateriale, il fruscio dei vestiti che si toccano.

Tutto questo ci manca terribilmente in questo periodo. Per quanto ci mancherà ancora? Ritroveremo la spontaneità che ci distingueva? Dovremo continuare a salutarci con un piede o con il gomito?

Nella salute mentale in modo ancora più intenso rispetto alla società globale, ci troveremo pertanto a dovere contrastare questi ulteriori fattori di disuguaglianza: disuguaglianza psicologica e spesso economica, alle quali siamo purtroppo abituati; adesso anche disuguaglianza relazionale e tecnologica. Tutto questo rischia di essere tanto, troppo.

Dobbiamo essere molto vigili, affinché questo periodo di reclusione in casa a carattere planetario non diventi il preludio, il punto di capovolgimento di una trasformazione epocale: il passaggio dell’uomo da animale sociale ad animale virtuale.

Non ci stancheremo mai di sottolineare questo rischio.

Ciò nonostante, diamo il nostro pieno contributo affinché il passaggio avvenga, affinché nessuno dei “nostri” resti indietro rispetto all’uso dei mezzi tecnologici di comunicazione; utilizzeremo tutti gli strumenti di cui disponiamo per facilitare questo passaggio, senza rinunciare mai a farlo con umanità, con calore umano, e cercando di portare la nostra voce presso tutti i cittadini.

Su questo tema ed altri, Invito tutti a dare i propri pareri e i propri contributi sui social collegati a Sogni&Bisogni.