In ricordo di Massimo Cascone

a cura della redazione de "Il Faro"

Ci ha lasciati Massimo Cascone. Presidente dell’associazione L’Albero - Insieme si può, utente, artista, poeta, volontario nell'ambito psichiatrico. Approfittiamo del ricordo curato dalla rivista “Il Faro”, inserito nel prossimo numero dedicato al “Mare”, per riportare anche le testimonianze di chi l’ha conosciuto e una selezione delle sue poesie.

MassimoCascone

Massimo… utente che silenziosamente, piano piano, si avvicina alla formazione che, con gli UFE di Trento, viene organizzata al CSM ‘Mazzacorati’, poi integrata con corsi aggiuntivi organizzati da una professionista del CSM e dall’associazione L’Albero insieme si può. Una formazione condivisa . Gli operatori del CSM, insieme a utenti, famigliari e cittadini, giungono a una consapevolezza, che anche a Bologna si può fare l’UFE, utente famigliare esperto. Nascono cosi gli UFE al CSM ‘Mazzacorati’ sull’accoglienza: dapprima visti come trasparenti, poi, nel tempo, ombre dietro a un banco, ma l’obiettivo è stare in mezzo a chi accede al servizio per ascoltare le persone alla pari. Trasparente, ma presente è Massimo, che con il suo sorriso e il suo sguardo amichevole intrattiene chiunque gli porga una domanda. Poi partecipa a un gruppo di auto mutuo aiuto per utenti che da tempo è presente al ‘Mazzacorati’ e, come socio, alla vita dell’associazione. Nel tempo diventa facilitatore del suo gruppo AMA, poi presidente de L’Albero insieme si può, partecipa a diverse riunioni del Cufo e si  rende disponibile a partecipare ad alcuni gruppi di lavoro dipartimentali. Partecipa attivamente alla formazione ESP che viene proposta dal Dipartimento e assume la figura di tutor nell’affiancare nuovi ESP in formazione. Nelle riunioni del coordinamento dell’associazione, Massimo ci raccontava il beneficio che lui riceveva nel fare l’accoglienza, ma va sottolineata la sua disponibilità nel seguire, aiutare anche a domicilio, ascoltare quasi quotidianamente le persone che gli chiedevano aiuto o consigli amichevoli, quasi che l’accoglienza continuasse sulle 24H anche fuori dal ‘Mazzacorati’. Come presidente ci ha aiutato a sostenere l’associazione, anche se in questi anni le difficoltà non sono mancate. Il rapportarsi empaticamente con tutti come ESP al ‘Mazzacorati’ e fuori con chiunque incontrasse, ha contribuito a costruire un ottimo rapporto con gli utenti, i famigliari, ma anche con gli stessi operatori a cominciare dai professionisti del ‘Mazzacorati’ che lo seguivano. Noi tutti che lo abbiamo conosciuto gli siamo molto grati per l’aiuto che ha dato alle persone e ai bei momenti che ha condiviso con noi. Ora che ci ha lasciato, nel giugno del 2019, ci manca e lo ricordiamo con stima e con affetto.

L’associazione L’Albero - insieme si può.
PS. un suo amico scrive di lui:
“Un uomo elegante nel pensiero e nei modi, alto e melodioso come i versi dei suoi componimenti”.

Un uomo, un sorriso

Il giorno 8 giugno 2019, a soli cinquantasette anni, ci ha lasciato Massimo Cascone, un amico di lunga data del ‘fare insieme’, anzi una colonna portante: presidente dell’associazione L’Albero-Insieme si può, era un ESP dei più attivi, insieme alla sua amatissima moglie, Maria Stella Rizzardi. Chi conosce il mondo della Salute Mentale sa quanto vale - e quanto costa - l’offerta della propria competenza per esperienza.
Massimo era diventato un riferimento per molti al ‘Mazzacorati’, dove faceva accoglienza e facilitava gruppi di auto mutuo aiuto, ma non solo: era l’amico pronto a dare una mano a chi era in difficoltà, anche andando a trovarlo a casa o durante un ricovero. I modi cortesi, delicati, rendevano la sua presenza gradevole e rassicurante. Non si può non ricordare quel “sorriso sulle labbra”, che non era in realtà un semplice e naturale tratto gentile, ma la conquista di un travagliato percorso interiore, come lui stesso confida in una delle sue poesie. Perché Massimo era anche un poeta. Chi l’avrebbe detto? Personalmente l’ho imparato solo al suo funerale. Era così schivo e modesto… Però ha lasciato una raccolta inedita tutta da esplorare, e noi la esploreremo. Sarà una miniera di emozioni che ci aiuterà a sentirlo ancora presente, al nostro fianco.
                                                                                                                                                

Lucia

Essere cielo

Sarò cielo per la mia Stella. È questo che mi ha detto Massimo l’ultima volta che l’ho visto. Lui e Stella venivano spesso a trovarmi all’Arcipelago portando tabacco e fumetti. Dobbiamo essere cielo per Stella. Capovolto, se necessario, Il suo mare dei sogni, dove Massino è onda. E cantare insieme a Stella. Dare voce alla nostra anima. Anche fragile.

                                                                                                                        

Giovanni Romagnani

Ricordo di Massimo

Massimo mi è stato molto simpatico. Non ci siamo conosciuti tanto, qualche viaggio in macchina, qualche riunione. Mi ha fatto bene la sua leggerezza. Un po’ come la brezza in riva al mare che fa sopportare piacevolmente anche le ore più calde. Se la conversazione finiva in un terreno pesante, noioso o troppo serioso, una sua battuta riusciva a trasportarci altrove, in un’altra dimensione. Diciamo che faceva manutenzione dei sentieri che portano alla leggerezza. Sono cose che restano. Grazie Massimo.
                                                                                                                                  

Michele Filippi

 

Sotto il segno del sagittario

Nacqui o forse no.

Brace quasi spenta
intimo calore
di spada incandescente.

Ubriaca poesia
percossa e inaridita
da eventi tumultuosi.

Venti di deserto
glaciale turbinio
di nefanda decadenza.

Non fu semplice
restare com’ero
incapace di rendere
miseria alla miseria.

Dovetti difendermi
scegliere l’esilio
sposare la follia
e dunque essere solo.

Alla fine vinsi.

Resi più forti
i miei convincimenti
la mia diversità.

Così, brace quasi spenta,
fui promosso a fuoco
e smisi di fuggire.

 

A lungo

A lungo
ho camminato.

Coi miei silenzi
con le illusioni
di chi non sa.

A lungo
ho pensato.

Di essere tradito,
di avere rifiutato
l’unico che mi accetta
fino in fondo.

Me stesso.

A lungo
ho sentito.

Così, ho riunito
il mio essere
e sono uscito
a cercare il mondo.

Noi,

Infine ho creduto.

Con il sorriso sulle labbra.

 

Poi che io vidi

Poi che io vidi
le tue rosse guance
di timida cerbiatta
provai un dolce sentimento.

I dolorosi affanni
scomparvero negli occhi
accesi di passione.

Allora mi specchiai in te,
quale bosco nel mare.

Oh, che delizia!

Poterti rimirare
tenera primizia
simile a rosellina.

Ti colsi senza indugio
e tu sbocciasti
per nuova primavera.