P.R.I.S.M.A.: Cos'è e i nuovi progetti 2019

a cura di Gabriella Gallo Referente Aziendale Programma Prisma DSM-DP Azienda USL di Bologna

Nell’ambito delle attività di partecipazione e sussidiarietà, tra il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (DSM-DP) dell’Azienda USL di Bologna e le Associazioni di familiari e utenti della salute mentale, è iniziato già da tempo un percorso di confronto e collaborazione con lo scopo di favorire la partecipazione dei cittadini alla promozione e valorizzazione della salute mentale, della tutela dei diritti, delle iniziative delle Associazioni dei familiari e degli utenti.

Per questo si è costituito il C.U.F.O. (Comitato Utenti Familiari Operatori) e le Associazioni che vi aderiscono (attualmente 34), hanno iniziato da alcuni anni una collaborazione attiva con il DSM-DP, su temi e obiettivi comuni.
Grazie a questo dialogo virtuoso è nato il Programma PRISMA, che ha permesso una reale e attiva co-progettazione per l’attuazione di progetti partecipati di sussidiarietà.

Il PRISMA ha il compito di promuovere, coordinare, supportare la realizzazione dei progetti di sussidiarietà e monitorarne l’andamento e i risultati. I progetti realizzati vedono attivamente coinvolti, fin dalle prime fasi, gli operatori del DSM-DP dedicati (Referenti Prisma di Progetto e Referenti Prisma di U.O.), che condividono con le Associazioni proposte e obiettivi. La rete così organizzata si fa carico anche della diffusione delle informazioni, all’interno dei diversi Servizi del DSM-DP, riguardanti le azioni progettuali, al fine di renderle un patrimonio comune e stimolarne la partecipazione.

Le aree nelle quali possono essere inquadrati i progetti condivisi e partecipati, attraverso i quali viene evidenziata e valorizzata la potenzialità delle Associazioni a svolgere l’importante funzione sociale di collaborare alla risposta ai bisogni del cittadino, sono:

1. Promozione di processi di inclusione e di opportunità per la estensione della rete sociale e per il  sostegno della cittadinanza attiva;
2. Promozione e sviluppo della persona nelle sue varie dimensioni, delle sue potenzialità, del suo benessere e della sua salute. In ciò sono da includere, in particolare, attività culturali, espressive, artistiche, musicali, sportive e la promozione di stili di vita sani;
3. Comunicazione/informazione, interna ed esterna al DSM-DP, intesa come area trasversale di supporto a tutti gli ambiti sia del pubblico che del privato sociale, inerenti alla salute mentale;
4. Attività rivolte ai familiari e in generale ai caregivers, per sostenerli e promuovere il loro empowerment.

Nel 2013 sono stati sviluppati i primi progetti di sussidiarietà, che hanno coinvolto nella loro elaborazione Collaborationalcune associazioni del CUFO-SM unitamente al Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (DSM-DP) come soggetto di coprogettazione.
Nel 2014 si è sviluppata la progettualità fino ad arrivare a 9 progetti di sussidiarietà, non solo per l’area della Psichiatria Adulti ma anche della NPIA, con azioni rivolte soprattutto a minori con disabilità.
Per dare sistematicità ed organizzazione a queste importanti iniziative è nato allora il PROGRAMMA PRISMA (Promuovere Realizzare Insieme Salute Mentale Attivamente), che accoglie, sostiene, potenzia e sviluppa le esperienze precedenti e le nuove co-progettazioni.

Nel 2015 il Programma Prisma si è ulteriormente esteso (13 progetti), con azioni rivolte a un più ampio numero di utenti e che afferiscono a tutte le aree dipartimentali (Psichiatria Adulti, NPIA e del SerDP). Sono stati inoltre individuati i professionisti a cui attribuire il ruolo di Referenti (Referente di Progetto) con particolare riferimento alla progettazione condivisa con le Associazioni dei Progetti Prisma. Inoltre sono stati nominati i Referenti Prisma in ciascuna Unità Operativa (Referente di U.O.) del DSM-DP per sostenere e diffondere la conoscenza del Programma presso tutti i professionisti e sviluppare la rete di relazioni per la partecipazione attiva della cittadinanza.
Nel 2016 i progetti di sussidiarietà presentati dalle reti di partenariato sono 21, con il coinvolgimento nelle varie azioni progettuali di circa un migliaio di utenti, tra adulti e minori, in molti territori; nel 2017 i progetti approvati sono 19 (9 per adulti e 10 per minori e loro familiari); nel 2018 sono stati realizzati 18 progetti (9 per adulti e 9 per minori).
E’ stato realizzato un importante progetto trasversale a tutti gli ambiti, che si occupa di comunicazione attraverso la realizzazione di un sito utilizzabile congiuntamente da familiari, utenti, operatori e tutta la cittadinanza (www.sogniebisogni.it).

Nel PROGRAMMA PRISMA 2019 sono stati approvati 9 progetti (determina n.56 del 09/01/2019: Progetti PRISMA 2019) di cui 4 rivolti a persone adulte con disagio psichico, sviluppati intorno a diverse tematiche per sviluppare benessere quali: attività corporee di riequilibrio psicofisico ed energetico, attività sportive, socializzazione, laboratori espressivi, ascolto, scambio tra pari e supporto alle autonomie abitative.
Altri 5 progetti rivolti a minori disabili e con disagio psichico, che si sviluppano nell’ambito dell’integrazione attraverso laboratori espressivi, sport, attività di supporto scolastico e percorsi di autonomizzazione.

Il Programma Prisma diventa quindi uno degli strumenti innovativi e specifici per lo sviluppo di una cultura della co-programmazione e co-progettazione tra le Istituzioni (DSM-DP) e una parte delle Associazioni del CUFO, in linea con gli obiettivi regionali ben delineati anche nel nuovo Piano Socio Sanitario Regionale 2017-2019.

La cordata emotiva

a cura di Maria Lucia Mangini infermiera CSM S. Giorgio di Piano

Sono infermiera a S. Giorgio di Piano e sono la referente aziendale di un progetto PRISMA. Il mio compito è quello di fare da ponte fra le associazioni coinvolte in questa iniziativa e il Dipartimento di Salute Mentale, partecipando attivamente alla progettazione e agli incontri di coordinamento, promuovendo le varie azioni e facendole conoscere all’interno dei servizi. Quando mi è stato proposto di fare la referente ho pensato che sarebbe stata un’importante esperienza per me, perché avrei avuto finalmente l’opportunità di lavorare direttamente con le associazioni. Mi interessava molto anche l’argomento affrontato nell’iniziativa: “Alimentazione e salute mentale”. Oggi si parla tanto di alimentazione (riviste, studi, convegni…), sappiamo che un’adeguata alimentazione interferisce con il benessere psicofisico delle persone. Si sono anche fatte esperienze importanti, sia nelle associazioni che nell’Azienda USL, ma questo progetto ha un taglio nuovo, che vede l’alimentazione come nutrimento non solo del corpo ma anche della mente. Allora, che dire: nutriamoci e purifichiamoci!
Proprio da questa esperienza di collaborazione che sto vivendo, ho capito com’è importante creare un clima di rispetto reciproco tra i servizi e le associazioni.

Cordata emotivaAttraverso il programma PRISMA il Dipartimento promuove e supporta i progetti delle associazioni, li sostiene e li finanzia. Solo così si possono offrire alle persone che soffrono di disturbi psichici e ai loro familiari tante iniziative finalizzate al benessere, opportunità che da solo il Dipartimento non può dare.

Questo clima di collaborazione è un’aria nuova, un respiro più ampio, mi fa pensare a una similitudine: la conquista di una vetta. Immaginiamo una montagna con dirupi, pendii, vallate. Lo scopo collettivo è di conquistare la vetta. È importante che ogni scalatore abbia un suo equipaggiamento: conoscenza, capacità, volontà. Ma sappiamo che per intraprendere una scalata ci vuole un ‘pezzo’ indispensabile: la corda. La corda protettiva della cooperazione (collaborazione con altri per il raggiungimento di un fine comune) è quella che assicura forza, facilità, entusiasmo. La cordata fornisce infatti a ogni scalatore gli strumenti per compiere un passo, piccolo o grande che sia, e fa sì che questi passi portino collettivamente al raggiungimento della vetta, ove si respira aria nuova. Il PRISMA, secondo me, rappresenta questo, per il Dipartimento.